Rivista internazionale di arte sacra FEDE E ARTE della Pontificia Commissione Centrale, Città del Vaticano, Anno I, Maggio 1953, Fasc. V, pag. 154
L’arte sacra nel mondo
Echi dell’ “Istruzione”
Dopo l’ampio commento del Cardinale Celso Costantini all’“Istruzione” del Sant’Offizio (tanto ampio da avere assunto le proporzioni di un volume) (1) fra gli altri echi e commenti (2) suscitati dalla medesima “Istruzione”, degna di particolare menzione e rilievo – così per l’autorità e dignità dell’Autore, come per l’efficacia della trattazione – appare la lettera pastorale di S. Eminenza il Card. Gonçalves Cerejeira [1888-1977], Primate del Portogallo, che tratta espressamente di “Arte Sacra e modernità”.(3)

Pur parafrasando con felice sintesi i criteri normativi dell’“Istruzione”, la pastorale dell’Emo. Presule ne sviluppa alcuni tratti con tocchi personali felicissimi, ricchi di una immediata efficacia persuasiva.
Valgano a dimostrarlo alcune definizioni che stralciamo qua e là. Ad esempio, e proprio agli inizi, dopo aver rammentato “che a ragione molto si parla oggi di carattere funzionale e razionale dell’architettura”, ed affermato che “la più bella architettura è quella che realizza la sua funzione con più sincerità, unità e chiarezza”, si aggiunge: “Una chiesa non è soltamo un problema di geometria… funzionale e razionale non possono essere considerati sinonimi di utilitario (sebbene non lo escluda ed anzi lo esiga) quando siano applicati ad un tempio e non ad un qualsiasi edifício».
Quanto alla riconosciuta legittimità, ed anzi alla necessità che ogni epoca si esprima artisticamente in modo originale, e che s’abbiano, quindi, a rispettare gli «stili nuovi», si osserva, peraltro, e si aggiunge: «Vi sono valori permanenti che nessuna chiesa, qualunque sia il suo stile, potrà trascurare. Permanenti come la Fede e il Culto Cattolico: … in primo luogo il carattere sacro; il quale, per una chiesa, deve essere “il valore specifico per eccellenza“».
A coloro che tutto vorrebbero innovare invocando le esigenze della «funzionalità», viene con sobria efficacia ripetuto che «le chiese nuove sarebbero funzionalmente errate se il popolo non riuscisse a comprenderle»… se non mantenessero «una certa coerenza con l’ambiente, con la cultura, con il sentimento popolare»… se si isolassero «in un esoterismo disdegnoso di un linguaggio che deve essere comprensibile al pubblico dei fedeli».
Prendendo in esame – con senso di pieno apprezzamento ed adesione – «l’altro valore moderno che è la semplicità»; aggiungendo che «il gusto moderno apprezza sopratutto quel genere di bellezza che risulta dallo splendore della verità» (e chiedendosi: «ma ve ne sarà poi un altro?»), l’Em.o Autore soggiunge: «Semplicità (però) non è l’equivalente di povertà, di nudità, di mancanza, come si potrebbe giudicare da certe chiese che sembrano non ancora ultimate».
«Vorrei citare – prosegue il Cardinal Gonçalves – anche un altro valore che si confonde con la semplicità: la sobrietà… oserei darle gli attributi dell’aristocrazia. Ha valore per la nobiltà, per la discrezione, per la misura. Richiede purificazione ascetica».
Quanto ai diffuso pregiudizio che difesa della «tradizione ecclesiastica» (rammentata e prescritta dalla «Istruzione») faccia tutt’uno con cieca difesa del “vecchio” e dello statico, si fa osservare: “La Chiesa non ha mai riconosciuto ufficialmnete uno stile come il suo… non soltamo Essa non condanna il moderno, ma lo accoglie in tutti i tempi. Non furono moderne, ai loro tempi, le opere consacrate del passato?”.
Ma “nuovo e moderno, se han vero valore artístico, non sono da confondere con orientamenti effimeri, con mode passeggere, con spirito polemico, con esercizi di abilità (quando non addirittura) con stravaganze scandalistiche”.
E ancora: “Una chiesa non è un atelier per prove», non è – si potrebbe aggiungere – un gabinetto da sperimentazioni e tentativi in vitro o in corpore vili. Quanto alia “tradizione” che la Chiesa difende, va notato che “”tradizione” (traditio) vuol dire, etimologicamente, qualche cosa che si consegna. È capitale di scienza e di cultura; è esperienza delle generazioni affidata ai nuovi perché sia sviluppata ed arricchita. Senza di essa l’arte sarebbe un iniziare incessante”, e non quindi un trasformarsi, un evolversi, un progredire.
Infine, per coloro che accusano la Chiesa di pregiudizi antiquati, la pastorale rileva che “v’è un pregiudizio che uccide l’arte nuova: il pregiudizio della novità”; per il che “l’opera d’arte vale non per il suo valore intrínseco, ma perché è diversa… È un pregiudizio símile a certi veleni eccitanti… che, a forza di farne ogni giorno maggior uso; finiscono col procurarne la morte” invece che rappresentare un rimedio.
È facile rilevare come il pregio della “pastorale” non stia tanto nel dire cose nuove, quanto nel ridirle felicemente con stile personale; nel parafrasare in aforismi di immediata efficacia persuasiva ciò che i Pontefici, i Concili e la recente “Istruzione” hanno in vari modi – ma sempre coerentemente – insegnato e stabilito.
Si può ben concludere che nello stendere il suo documento pastorale, il Cardinal Gonçalves Cerejeira abbia tenuto presente, ed abbia applicato a sé stesso, quanto ha affermato nel por termine al suo scritto: “II vero artista non fa mai un’opera uguale, anche quando fa la medesima”.
C. Galassi Paluzzi

(1) Card. CELSO COSTANTINI: L’lstruzione del S. Officio sull’Arte Sacra, pp. 232 L. 800. Sul volume ha già scritto da tempo per la Rivista un ampio articolo il Prof. Mino Borghi. Abbiamo dovuto piegarci alle concorde volontà dell’Em.mo Autore e del nostro Direttore che han voluto si desse la precedenza a questa nota sulla pastorale del Cardinale Gonçalves Cerejeira.
(2) Di altri echi e commenti suscitati dall’“lstruzione”, e della pastorale della Commissione Episcopale francese su “La Liturgie et l’Art sacré” daremo notizia in una prossima rassegna.
(3) Ci riferiamo al testo pubblicato nell’ “Osservatore Romano” del 2 aprile 1953, n. 76.
Note del nostro sito: Nella sessione del Blog “Messa in Latino” Orrori architettonici… e dove trovarli, numerosi altri esempi in diverse luoghi del mondo. Inoltre, è molto utile la sessione, dello stesso Blog, Arte Sacra.
Per commenti del Prof. Plinio in merito all’arte e argomenti connessi, cliccare Ambienti, Costumi, Civiltà.