Quinta Parte, Cap. singolo – La procedura evangelica nei confronti degli uomini di cattiva dottrina
Questo è il consiglio di San Giacomo: “Non ingannatevi, fratelli miei carissimi” (Gc 1, 16). Siamo molto attenti, astuti, abili e prudenti nel discernere la buona dottrina da quella cattiva.
Ma questo non basta. Le dottrine prendono corpo negli uomini. Dobbiamo essere perspicaci, saggi e prudenti anche quando si tratta di uomini.
Sappiamo discernere un nemico e combatterlo con le armi della carità e della fortezza:
“Lo Spirito dice apertamente che negli ultimi tempi alcuni si allontaneranno dalla fede, dando retta a spiriti ingannatori e a dottrine diaboliche, a causa dell’ipocrisia di impostori, già bollati a fuoco nella loro coscienza” (1Tm 4, 1-2).
Per quanto riguarda le dottrine e gli indottrinatori, questo consiglio è appropriato non solo in campo teologico, filosofico, politico, sociale o economico, ma anche in qualsiasi altro campo di interesse per la Chiesa:
“E perciò prego che la vostra carità cresca sempre più in conoscenza e in pieno discernimento, perché possiate distinguere ciò che è meglio ed essere integri e irreprensibili per il giorno di Cristo” (Fil 1, 9-10).
In effetti, in questa tristissima epoca di rovina e di corruzione, sarebbe inconcepibile che non esistessero, come ai tempi apostolici, “falsi apostoli, lavoratori fraudolenti, che si mascherano da apostoli di Cristo. Ciò non fa meraviglia, perché anche Satana si maschera da angelo di luce. Non è perciò gran cosa se anche i suoi ministri si mascherano da ministri di giustizia; ma la loro fine sarà secondo le loro opere” (2Cor 11, 13-15).
Quale altro tipo di arma contro questi ministri se non l’astuzia necessaria a distinguere, con le loro azioni e dottrine, i figli della luce da quelli delle tenebre?
La vigilanza contro i predicatori di false dottrine, più dolci, più facili e quindi più ingannevoli, deve essere non solo penetrante ma anche costante:
“Vi raccomando poi, fratelli, di guardarvi da coloro che provocano divisioni e ostacoli contro l’insegnamento che avete appreso: tenetevi lontani da loro. Costoro, infatti, non servono Cristo nostro Signore, ma il proprio ventre e, con belle parole e discorsi affascinanti, ingannano il cuore dei semplici.
La fama della vostra obbedienza è giunta a tutti: mentre dunque mi rallegro di voi, voglio che siate saggi nel bene e immuni dal male. Il Dio della pace schiaccerà ben presto Satana sotto i vostri piedi. La grazia del Signore nostro Gesù sia con voi” (Rm 16,17-20).
“Saggi nel bene e immuni dal male! Quanti sono coloro che non predicano altro che ingenuità e candore al servizio del bene, ma possiedono una terribile saggezza nel diffondere il male!
Questa sapienza serpentina, astuta a fin di bene, è una virtù altrettanto evangelica dell’innocenza della colomba: “Dico questo perché nessuno vi inganni con argomenti seducenti” (Col 2,4).
“Fate attenzione che nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo” (Col 2,8).
“Nessuno che si compiace vanamente del culto degli angeli e corre dietro alle proprie immaginazioni, gonfio di orgoglio nella sua mente carnale, vi impedisca di conseguire il premio” (Col 2,18).
La Chiesa è militante e noi siamo i suoi soldati. È necessario citare altri passaggi per dimostrare che non solo dobbiamo essere soldati, ma anche soldati più vigili? L’esperienza dimostra che le migliori virtù militari sono inutili senza la vigilanza. Che questo basti a convincere i membri dell’AC che ognuno di loro, come “miles Christi”, deve sviluppare in alto grado non solo l’innocenza della colomba, ma anche l’astuzia del serpente se vuole seguire il santo Vangelo nella sua integrità.