AMBIENTI, COSTUMI, CIVILTÀ
“Catolicismo”, Campos (Rio de Janeiro), Nº 71 – Novembre 1956
di Plinio Corrêa de Oliveira

Il Marchese di Spinola, comandante delle valorose truppe di Filippo II, riceve dalle mani di Giustino di Nassau, a Breda, nel Brabante, nei Paesi Bassi, le chiavi della città, che capitola dopo un’intrepida resistenza. Celebre quadro di Velázquez.
Il generale del Re Cattolico indossa un’imponente armatura, sulla quale un colletto di pizzo introduce una nota di amenità, ulteriormente sottolineata dalla grande fascia propria del comandante in capo. Nella mano sinistra si nota il bastone di maresciallo. Giustino di Nassau si presenta in un ricco abito, e porta anch’egli colletto e polsini di pizzo.
La scena si svolge in campagna e in un ambiente strettamente bellico. Il nostro cliché riproduce soltanto la parte centrale del quadro, nel quale figurano, da entrambi i lati, truppe con le armi in pugno. Eppure l’incontro possiede una nota di distinzione e affabilità che ricorda una scena di salotto. Giustino di Nassau, essendo stato sconfitto, si presenta con il cappello in mano e consegna le chiavi inchinandosi leggermente. Spinola, per rispetto verso il valoroso vinto, ha anch’egli il capo scoperto. Dietro di lui, gli hidalgos del suo seguito lo imitano. Si vede che il capo vincitore, mentre a sua volta si inclina lievemente, trattiene con il braccio l’inchino del gentiluomo fiammingo, e il suo volto è improntato a simpatia e considerazione. Si comprende che si congratula con l’avversario per il valore della resistenza, attenuando così cavallerescamente quanto l’atto della resa ha di amaro per lo sconfitto.
Un’intera dottrina della cortesia, un’intera tradizione di nobiltà d’animo si esprimono nei dettagli discreti ma eloquenti di questo mirabile quadro. Elevazione d’animo, derivante dalla fede, cortesia nata dalla carità, che facevano risplendere valori spirituali inestimabili in un atto che, in se stesso, è inevitabilmente duro e umiliante, come ogni resa.
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