No. 67 – “Istituzioni altamente aristocratiche”…

AMBIENTI, COSTUMI, CIVILTÀ

 

“Catolicismo”, Campos (Rio de Janeiro), Nº 67 – Luglio 1956

 

di Plinio Corrêa de Oliveira

 

 

L’autore di questa sezione, se disponesse del tempo necessario, proverebbe un piacere particolare nello studiare il concetto di “democrazia” nei documenti di Pio XII (*). Il vocabolo, frequentemente infestato da tutti i demoni della Rivoluzione, assume nei documenti del Pontefice un significato nuovo, originale e, per così dire, esorcizzato, che merita di essere approfondito. Chi si dedicasse a tale studio vedrebbe fino a qual punto questa democrazia diverga da ciò che per democrazia si intende in molti dei nostri ambienti politici.
Così, avrà suscitato molta sorpresa in più d’una persona l’affermazione dell’augusto Pontefice, in un’allocuzione alla nobiltà romana (“Catolicismo”, n. 64, aprile 1956), secondo cui tutti i popoli, senza eccettuare quelli democratici, devono avere istituzioni eminentemente aristocratiche: “Da ciò l’esistenza, in tutti i popoli civili, e l’influsso di istituzioni eminentemente aristocratiche, nel senso più alto della parola, quali sono alcune accademie di ampia e ben meritata fama. A questo numero appartiene anche la nobiltà: senza pretendere alcun privilegio o monopolio, essa è o dovrebbe essere una di quelle istituzioni; istituzione tradizionale, fondata sulla continuità di un’antica educazione”. Grande verità che certe nazioni, pur considerate paradigmi del democratismo, riconoscono consciamente o inconsciamente.
Nitidamente aristocratici sono l’uniforme, il portamento, la marcia di questi cadetti. Serietà, fierezza, tradizione, senso dell’autorità, spirito guerriero: elementi intrinseci alla nozione di nobiltà, che in essi si riflette con piacevole chiarezza. La felice istantanea colse un momento in cui il vento stesso sembrava collaborare alla nota nobile dell’insieme, muovendo in imponenti ondulazioni le bandiere che i cadetti portano con tanto brio.
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La sede di questa scuola militare esprime il medesimo spirito. Le linee armoniose della facciata hanno il fascino e la distinzione dei vecchi edifici inglesi. La pietra di cui è composta è un materiale severo e forte. Il corpo centrale, fiancheggiato da due grandi torri merlate, ha l’aspetto di una fortezza. L’immensa finestra centrale gli conferisce tuttavia un indefinibile non so che di chiesa, cioè una dolcezza calma e accogliente, che aleggia come una grande promessa sopra la piccola e graziosa porta d’ingresso. A sinistra, un altro edificio, anch’esso in pietra, nel quale una torretta rafforza la nota militare dell’insieme. A destra, un edificio dello stesso stile sembra invitare allo studio in un ambiente raccolto e confortevole. Un antico boschetto ricorda quelli dei castelli europei. Una certa nota vaga e discreta di dolce malinconia, riposante e luminosa – così propria degli ambienti tradizionali – sembra diffusa nell’aria. Un grande prato colloca il complesso in un rispettabile isolamento. Chi desidera varcare queste soglie deve camminare a lungo senza avere dinanzi a sé altro che questo décor, quasi esigesse da lui l’attenzione e gli omaggi dovuti…
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Dove si trovano questa scuola, questi cadetti, questo ambiente? Nella monarchica e tradizionale Inghilterra? Molti dei nostri lettori avranno già risposto di no, riconoscendo le uniformi e l’edificio dell’Accademia di West Point, negli Stati Uniti.
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Vi sono manifestazioni del fatto che l’amore per la tradizione, per la distinzione e per la linea si accentua sempre più nelle nostre forze armate. Ne è un esempio la nostra magnifica Accademia delle Agulhas Negras.
Ci sembra che i civili potrebbero ben imitare, su questo punto, lo sforzo dei militari, facendo retrocedere l’ondata di volgarità demagogica e di trivialità elettoralistica che ha invaso in modo particolare i nostri ambienti politici, dove molti, per mostrarsi democratici, ritengono di dover ostentare con fierezza la propria mancanza di buone maniere, di contegno e di istruzione.

 

Nota del nostro sito: L’ultima opera del Prof. Plinio è stata “Nobiltà ed élites tradizionali analoghe nelle allocuzioni di Pio XII al Patriziato ed alla Nobiltà romana” (1993), dove lui ha potuto studiare l’argomento (vide soprattutto CAPITOLO III – Popolo e massa – Libertà e uguaglianza: retto significato e concetto rivoluzionario, in un regime democratico).

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