No. 58 – Vita naturale e organica, esistenza artificiale e meccanica

AMBIENTI, COSTUMI, CIVILTÀ

 

“Catolicismo”, Campos (Rio de Janeiro), Nº 58 – Ottobre 1958

 

di Plinio Corrêa de Oliveira

 

William Powell Frith – ‘Many Happy Returns of the Day’, 1856. Mercer Art Gallery, Harrogate Museums and Arts

 

Una sala di cui si percepisce che le proporzioni sono state intelligentemente calcolate: abbastanza alta e abbastanza ampia da dare, nello stesso tempo, le impressioni armonicamente opposte di raccoglimento e di spazio. Vi trovano comodamente posto i mobili, i quadri, il lampadario, le persone, con spazi largamente sufficienti perché queste possano muoversi senza preoccupazione, senza urtare a ogni momento contro qualcosa o qualcuno. I mobili non sono di lusso. Solidi, decorosi, comodi, gradevoli alla vista, si prestano anch’essi pienamente all’uso umano. Una buona tavola spaziosa, intorno alla quale può sedersi una famiglia numerosa e sulla quale possono accumularsi senza inconvenienti le pietanze sane e modeste servite in un pranzo di compleanno di una famiglia situata tra la piccola e la media borghesia. Sedie ben tornite, dalle linee piacevoli, abbastanza robuste da durare indefinitamente. Un grande tappeto – senza lusso e di produzione commerciale, si vede – che dà un certo calore alla sala. Gli abiti sono in perfetta coerenza con l’ambiente. Di buon tessuto, confortevoli, e con un taglio al quale non manca una certa distinzione borghese. La domestica, pur presentandosi in modo più modesto, veste con decenza e comodità. Dalla finestra, protetta da tende avvolgibili e da una cortina, entra una luce dolce, largamente sufficiente per tutta la sala, ma graduata in modo da non ferire gli occhi e da conservare nell’ambiente una luminosità calma e temperata.
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Calma, temperanza, amenità: ecco davvero le note dominanti del quadro. Gli abiti estremamente modesti e pudichi conferiscono un aspetto di purezza a questa vita familiare, il che spiega a sua volta l’amenità della convivenza. In una famiglia nella quale sia entrato il verme corrosivo dell’impurità, le anime non hanno salute né freschezza sufficienti per dilettarsi degli affetti casti del focolare domestico. Tutti si sentono felici e distesi in questo ambiente, nel quale ciascuno sa di essere stimato, sostenuto e considerato secondo quanto merita.
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Parliamo molto intenzionalmente di considerazione. Si osservi la posizione della coppia anziana. Ciò che la famiglia possiede di più affettuoso si volge verso di essa. Le due figlie stanno ai lati della madre, colme di rispettoso affetto. La bambina si sente felice e onorata nel porgere una bevanda al nonno, sotto lo sguardo attento e benevolo dell’uomo di mezza età.
Anche per l’allegria dei bambini vi è posto in questa riunione. I due ragazzi conversano sorridendo, un altro bambino viene amorevolmente servito dalla madre. Più in là, un altro ancora, di indole tranquilla, gode in pace della propria quiete. E intanto la piccola festeggiata, felice e seria come una regina sotto il suo arco di fiori, ha appena gustato una pietanza, e il suo sguardo vaga per la sala, spensierato e attento insieme. Ma, se ampia è la parte riservata ai bambini, non sono loro a dominare la sala…
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Ambiente confortevole, sano, placido, casto, che meriterebbe perfino di essere paragonato a quello dei “Buissonnets” di Lisieux, se nella sala si notasse qualche immagine sacra e una nota soprannaturale che trascendesse, illuminasse e conferisse maggiore elevazione a questo interno domestico così ricco di valori tradizionali di autentica civiltà cristiana. In sintesi, un ambiente favorevole alla salute dell’anima e del corpo, che dispone mirabilmente gli spiriti a una virtù solida, seria, equilibrata e stabile.

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Anonimato, brusio, ristrettezza, fretta, preoccupazione. Mentre alcuni mangiano rapidamente un cibo preparato in serie, altri attendono il proprio turno. Nessuno sorride. Una o due persone dicono qualcosa, ma non vi è conversazione. Tutti pensano al lavoro che hanno fatto o al lavoro che dovranno fare. Molti uomini portano il cappello, come se si trovassero in una stazione o su un autobus. Si osservi tuttavia come sono vestiti i personaggi: appartengono tutti a uno strato sociale equivalente alla media o alla piccola borghesia. Precisamente il livello della famiglia del quadro precedente. È l’interno di un ristorante rapido in una grande città moderna. E così pranzano, quasi ogni giorno dell’anno, milioni di persone; e molte, oltre a pranzare, vi cenano anche.
E potrebbe essere altrimenti? Le grandi agglomerazioni, la conseguente concentrazione degli affari, la rapidità del ritmo di vita che ne deriva, accentuata ancora dalla vertiginosa facilità che la radio, il telegrafo e il telefono apportano alla rapida circolazione del denaro: tutto, insomma, concorre a dare all’uomo moderno condizioni di vita estremamente frenetiche.
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Sì. Ma a quale prezzo per la sua salute, i suoi nervi, il suo equilibrio, la sua virtù, la sua vita familiare? Non vi è forse in tutto ciò un’espressione della pericolosa meccanizzazione della vita, contro la quale il Santo Padre ha messo in guardia il mondo?

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