No. 554 – Garcia Moreno: «Dio non muore!» Ideale di un fervente cattolico Capo di Stato

AMBIENTI, COSTUMI, CIVILTÀ

 

“Catolicismo”, São Paulo, Nº 554 – Febbraio 1997

 

di Plinio Corrêa de Oliveira

 

 

Una delle situazioni in cui l’esemplarità si manifesta nel modo più eccellente è la condizione di Capo di Stato. In questa condizione si trovava Garcia Moreno (1821-1875), Presidente della Repubblica dell’Ecuador. Di sangue spagnolo, e probabilmente con una certa componente di sangue indigeno, egli è il modello dell’ecuadoriano. Ancor più, è il tipo dell’ispano-americano del Nord dell’America del Sud.
Lo è per il suo aspetto fisico. Ma si vede che lo è molto di più per la sua anima. Possiede profondità di spirito, fermezza e logica di pensiero, dominio di sé e una permanente mobilitazione di tutto il proprio essere per adempiere un dovere molto arduo. Tutto ciò risplende in lui in modo particolare quando si fa fotografare o ritrarre ostentando le insegne di Capo di Stato.
In Garcia Moreno si possono osservare anche altre qualità: una grande propensione alla fede cattolica, apostolica e romana, una profonda affinità con la Chiesa; elevazione d’animo, facilità nel rivolgersi al soprannaturale, senza dubbio favorita dalla grazia, ma che trova un punto d’inserzione nella natura. Egli possiede tutto questo in modo splendido.
Ma si nota anche qualcosa che è l’opposto di tutto ciò e che caratterizza molto facilmente i popoli con una componente di mescolanza indigena. Infatti, è proprio delle persone che portano in sé tale mescolanza manifestare una tendenza al sogno a occhi aperti, alla mollezza e all’incostanza. Tuttavia, è anche proprio del cattolico, quando nasce con difetti simili, rovesciarli e distinguersi in modo eminente nelle virtù opposte. E questa è la più grande bellezza dell’anima di Garcia Moreno.
Morì per la fede. È martire. Anche in questo rovesciò i difetti del suo popolo, comuni a quelli di altri popoli sudamericani. È qualcosa di ammirevole!
Un popolo è grande soltanto quando rovescia i propri difetti nativi. Se non lo fa, questi difetti finiscono per dominarlo. I nostri difetti nativi o vengono tenuti a freno con la frusta, oppure ci mettono essi stessi sotto la frusta. E Garcia Moreno fu un esempio anche in questo. È per questa via che egli realizzò il meglio dei disegni divini riguardanti il popolo ecuadoriano.

Nota: Brani della conferenza tenuta dal Prof. Plinio ai soci e cooperatori della TFP il 17 febbraio 1989. Testo non rivisto dall’autore.

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