No. 54 – Piaceri che conducono alla psicosi, distrazioni che preparano al lavoro

AMBIENTI, COSTUMI, CIVILTÀ

 

“Catolicismo”, Campos (Rio de Janeiro), Nº 54 – Giugno 1955

 

di Plinio Corrêa de Oliveira

 

Tutti i sociologi deplorano l’esagerata concentrazione demografica nei grandi centri moderni. E indicano, come una delle ragioni di questo fenomeno, l’attrazione che i divertimenti delle città molto sviluppate esercitano sull’animo semplice dell’uomo di campagna.
Illuminazione pubblica splendida, zona commerciale molto animata di giorno, decorata da vetrine risplendenti di notte, cinema con annunci allettanti, bar, locali notturni, pasticcerie, ristoranti, bettole con la radio sintonizzata a tutto volume e luci sfavillanti: insomma, attrazioni per tutti i gusti, tutte le tasche, tutti i vizi. È il quadro, ormai oggi banale, della moderna megalopoli, di cui Rio e San Paolo ci offrono un esempio tipico.
Le attrazioni di questo genere sono fatte per eccitare, trascinare, mettere le persone in stato di frenesia. Creano una sete di piaceri sempre più violenti, emozioni sempre più forti, vibrazioni sempre più intense. Ed è così che “si riposa” un pover’uomo che ha lavorato duramente tutto il giorno.
La distensione offerta dai piaceri casti e tranquilli del focolare domestico, o da una vita ragionevole, temperata e serena, appare a coloro che sono assuefatti alle eccitazioni delle megalopoli come una noia insopportabile.
E così, soltanto l’intemperanza, l’eccitazione e il vizio divertono. C’è da meravigliarsi che in un simile ambiente siano tanti i peccati e così terribili le psicosi?
La nostra fotografia presenta uno dei mille, anzi dei milioni di aspetti che assume tale eccitazione. Fianco a fianco, un giovane robusto urla in un rictus che ha qualcosa dell’entusiasmo, qualcosa del gemito, qualcosa dell’imprecazione; una giovane sorride deliziata, rapita, come se sentisse scorrere un piacere interiore attraverso tutti i suoi nervi; e un altro giovane, sommamente attento, usa una rivista come una tromba. Sono tre giovani che “si riposano” divertendosi. Con che cosa? Una partita? Un torneo? No… ascoltano del jazz!
Ecco una manifestazione estrema di un fatto psicologico che, in proporzioni più discrete, è comune. Se si vibra così per il jazz, che dire delle vibrazioni provocate dal cinema, dalla radio, dallo sport? Non è proprio così che le anime finiscono per perdere il gusto della casa e del lavoro, o per cadere nella psicosi?
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In una bettola popolare di un villaggio tedesco, terminata la fatica quotidiana, cinque contadini si divertono ascoltando una lettura, commentata, che uno di loro fa agli altri alla luce di una lampada. Uomini di mezza età, robusti, tranquilli, che trovano un piacere intelligente e pieno di spirito in questa cosa tanto piacevole e tanto semplice che è una lettura fatta con verve in un gruppo di compagni che sanno analizzare, commentare, sorridere. Piacere senza spese, tranquillo, tonificante, che distrae senza creare dipendenza e prepara l’uomo a nuovi sforzi, mediante una saggia distensione.
Si noti che non si tratta di intellettuali, ma di semplici contadini, i quali apprezzano ancora questo piacere supremo degli antichi, oggi quasi estinto: una buona conversazione.
Ma un ambiente così arguto e retto deve derivare da condizioni generali di vita. Se questi uomini avessero trascorso l’intera giornata lavorando in un ambiente frenetico, se avessero viaggiato per ore su un treno suburbano, se accanto alla loro tranquilla e decorosa “brauerei” vi fosse un cinema “abbagliante”, e la radio della bettola vicina stesse riempiendo l’isolato con le notizie inquietanti della politica o delle crisi economiche, descrivendo l’ultimo delitto o diffondendo un jazz “elettrizzante”, potrebbero conversare e riposarsi così?
Non vi è forse qualcosa di molto profondo da cambiare in queste condizioni generali dell’esistenza odierna?
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Dobbiamo a un lettore di CATOLICISMO, che ha voluto rimanere anonimo, l’occasione di fotografare questa eccellente tela del pittore Roeseler, che fissò nei suoi quadri aspetti tipici della vita popolare in Germania.

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