No. 46 – Comfort fisico – Benessere morale

AMBIENTI, COSTUMI, CIVILTÀ

 

“Catolicismo”, Campos (Rio de Janeiro), Nº 46 – Ottobre 1954

 

di Plinio Corrêa de Oliveira

 

Confrontare è uno dei mezzi migliori per analizzare. Se dunque vogliamo analizzare la nostra epoca, è legittimo che la confrontiamo. E con che cosa? Con il futuro, ancora ignoto, è impossibile, perché oggetti sconosciuti non possono servire come termine di paragone. La comparazione può quindi essere soltanto con il passato. Una delle più notevoli utilità della Storia consiste precisamente in questo: presentarci un’immagine fedele del passato, affinché conosciamo meglio il presente. E fare un tale confronto non significa essere nostalgici. Significa essere chiari, pratici, diretti nel nobile esercizio dello spirito che è l’analisi.

 

 

Confrontiamo dunque due gruppi di abitazioni popolari, uno di un villaggio tradizionale in Inghilterra, Warwick, e l’altro in un quartiere moderno [della città di Manaus, il complesso residenziale Manoa II].
Le abitazioni popolari attuali, simili a quelle esistenti in tante e tante città moderne di tutto il mondo, costituiscono un complesso di 3.500 case in cemento, con cinque stanze ciascuna. Quanti tesori di tecnica e di scienza in tutto questo! Il cemento è un materiale da costruzione risultante da una lunga evoluzione pratica e scientifica. In ciascuna di queste abitazioni, la scienza ha reso possibili i vantaggi dell’acqua corrente, della luce elettrica, del gas, il passatempo della radio e della televisione, il comfort del telefono. Da questo punto di vista, quale immensa trasformazione rispetto alle vecchie case di Warwick, alle loro carenze igieniche, alle difficoltà della vita e, sotto certi aspetti, al disagio fisico che certamente vi proverebbe qualsiasi abitante di una città contemporanea!
E tuttavia, d’altro canto, quale disagio psicologico in queste abitazioni moderne, con la loro standardizzazione disumana, la monotonia e la severità delle loro masse rettangolari e cupe, che fanno di ogni casa un volto arcigno; quale mancanza di riparo dietro le pareti di queste abitazioni, aperte a tutti gli sguardi, a tutti i rumori, forse persino a tutti i venti!

Si confronti con questa freddezza di linee e di sostanza – nulla è più “freddo” del cemento – il raccoglimento, l’intimità, l’armonia delle vecchie case di Warwick, ciascuna delle quali sembra guardare il passante con un placido sorriso impregnato di bonomia familiare e racchiudere in sé il calore di una vita domestica animata e ricca di valori morali. Case semplici, senza pretese, piacevoli da vedere, immagine della stessa esistenza quotidiana dei loro abitanti. Case che obbediscono a un medesimo stile, ma ciascuna con una propria nota di originalità, discreta e vivace.

 

La stessa scena di Warwick in una cartolina dell’inizio del XX secolo
Accostati i termini del confronto, la conclusione è logica. Quanto al comfort del corpo, possiamo essere meglio serviti dalle abitazioni di tipo moderno – almeno quando hanno cinque buone stanze come queste. Ma dal punto di vista del benessere dell’anima, quanto abbiamo perduto!
Sarebbe possibile armonizzare, in un nuovo stile, entrambi i comfort, quello dell’anima e quello del corpo? Lo stile è molto meno il prodotto di un uomo, o di un gruppo di uomini, che di una società, di un’epoca, di una civiltà.
Non crediamo che questo stile possa apparire senza che prima il mondo di oggi si sia ricristianizzato. Ed è per preparare questo mondo nuovo, fondamentalmente cattolico, che guardiamo con amore a questi ricordi del passato cristiano della nostra civiltà.

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