AMBIENTI, COSTUMI, CIVILTÀ
“Catolicismo”, Campos (Rio de Janeiro), Nº 92 – Agosto 1958
di Plinio Corrêa de Oliveira

Nelle placide acque di questo canale della città belga di Gand [*] si riflettono da secoli le tipiche facciate di alcuni edifici del Medioevo e del Rinascimento. Edifici che danno una singolare impressione di equilibrio architettonico, grazie al contrasto armonioso tra la loro massa imponente, grave e solida, e la decorazione ricca, varia e quasi fantasiosa delle facciate.
A che cosa servivano originariamente questi edifici così raccolti e, quasi diremmo, così pensosi? Residenze patrizie? Centri di studio? No. Erano occupati da organismi di carattere corporativo: all’estrema destra, la sede della corporazione dei Barcaioli Liberi; poi, la casa dei Misuratori di Grano, accanto al piccolo edificio della Dogana, dove i mercanti medievali venivano a dichiarare le loro merci. Seguivano il Granaio e, infine, la corporazione dei Muratori.
Case di lavoro e di affari, dunque. E in queste case la storia ci dice che si svolse un’attività tra le più intense e produttive.
Ma la produzione economica non era ancora avvolta dalle influenze materialistiche di oggi, e perciò si svolgeva in un ambiente di calma, di riflessione e di gusto raffinato, e non nell’atmosfera febbrile, convulsa, irriflessiva e proletarizzante che così spesso la caratterizza ai nostri giorni. Chi immaginerebbe tanta nobiltà per edifici borghesi e tanto buon gusto per corporazioni di lavoro?
Più che un problema d’arte, qui vi è un problema di mentalità. Secondo una concezione spiritualista, il modo migliore dell’agire umano si compie con la mente, e perciò la produzione economica dà il meglio di sé, tanto nella qualità quanto persino nella quantità, quando è realizzata nella calma senza ozio e nel raccoglimento meditativo.
Secondo una concezione materialista, valgono più la quantità che la qualità, l’agire del corpo che quello dell’anima, il correre affannoso che la riflessione, e la sovreccitazione nervosa che il pensiero autentico. Di qui l’atmosfera vibrante di certe borse o di certe grandi arterie moderne.
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Alla sovreccitazione degli ambienti corrisponde quella degli uomini, come l’effetto alla causa. Tutti conosciamo questo tipo di businessman che mastica chewing-gum, mastica le estremità dei suoi sigari, magari si rosicchia le unghie, batte i piedi a terra, è iperteso, cardiopatico, nevrotico.
Quanto è diverso questo tipo dai borghesi placidi, stabili, dignitosi, prosperi e dallo sguardo intelligente che il pennello di Rembrandt ci presenta nell’ammirevole quadro «I sindaci dei mercanti di tessuti».
Furono uomini come questi che, con mezzi di comunicazione ancora incerti e lenti, stesero in tutte le direzioni la rete delle loro attività e gettarono le basi del commercio moderno. La loro opera, tuttavia, fu realizzata nella tranquillità e quasi diremmo nel raccoglimento. Essi rispecchiano ancora l’atmosfera propria degli antichi edifici che abbiamo analizzato.
Lezione feconda per il nostro povero mondo, sempre più devastato dalle nevrosi.
NOTA
[*] Il Graslei sul fiume Lys (Leie), a Gand. A destra, la sede della corporazione dei Barcaioli Liberi (Gildehuis van de Vrije Schippers, 1531, stile gotico); seconda da destra, la sede della corporazione dei Misuratori di Grano (Gildehuis van de Korenmeters, 1698, Rinascimento fiammingo). Terzo da destra, Het Spijker (granaio, 1200, stile romanico). Fotografia databile tra il 1890 e il 1900. [Rif.: Wikipedia].

[Veduta attuale dello stesso complesso di edifici]