AMBIENTI, COSTUMI, CIVILTÀ
“Catolicismo”, Campos (Rio de Janeiro), Nº 85 – Gennaio 1958
di Plinio Corrêa de Oliveira

Salotto arredato con una certa gravità. Mobili pesanti, una grande tenda, quadri e ornamenti che sembrano avere valore. Tutto indica un interno tranquillo, di persone ormai mature, economicamente agiate e ben organizzate. L’aspetto fisico dei due personaggi più anziani è coerente con questa impressione. Su un ampio divano sono sedute due signore ancora giovani, che devono essere le madri dei sei bambini presenti nella stanza. Si direbbe una placida riunione di una placida famiglia in un placido ambiente. Ma in questa riunione l’eccitazione della vita moderna è penetrata attraverso la televisione. Tutti si abbandonano interamente al piacere di vedere, sentire, quasi toccare con mano la scena sullo schermo. Le fisionomie indicano il piacere di lasciare libera l’immaginazione, mentre il controllo dell’intelligenza cessa del tutto e la volontà dorme nella più profonda inerzia. È l’uomo ridotto, per una misera involuzione, alla condizione di un neonato che vive di sensazioni. Quando un’anima giunge a tale stato, addio logica, coerenza, serietà. Per essa ogni sforzo intellettuale diventa penoso. Ogni atteggiamento energico, insopportabile. È l’estremo verso il quale vengono trascinati tante volte non soltanto i giovani, ma anche i vecchi.
Sprofondato in una poltrona, un bambino che, per un singolare fenomeno, ama ancora leggere, desta preoccupazioni. Sua madre dice alla visitatrice: «Siamo molto preoccupati per Guglielmo». Che piccolo strano! Gli piace concentrarsi, leggere, astrarsi! Se continua così, bisognerà portarlo dallo psichiatra. Questi, certamente, si allarmerà davanti alla «marginalità» di questo bambino bizzarro. E non si darà pace finché non avrà fatto di lui un adoratore della televisione.
È con questi e altri mezzi che i più anziani, responsabili della conservazione di quel poco che ci resta di buon senso e di equilibrio, scendono tante volte a patti con i vizi dei nostri giorni e si trasformano in agenti efficaci dell’immensa rovina mentale del XX secolo.
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Esagerazione di un caricaturista! Come fare su di essa un commento serio?
Basterebbe andare sulle spiagge e nei night-club, per vedere quanto la caricatura sia giusta, poiché i giovanotti e le ragazze di sessant’anni o più prendono l’avanguardia della modernizzazione.
