N. 105 – Galleria d’albergo? Museo? Deposito?

AMBIENTI, COSTUMI, CIVILTÀ

 

“Catolicismo”, Campos (Rio de Janeiro), Nº 105 – Settembre 1959

 

di Plinio Corrêa de Oliveira

 

Che cosa rappresenta la prima fotografia di questa pagina? Le porte-finestre a vetri, che danno accesso a un immenso prato, potrebbero formare l’angolo terminale della galleria di qualche grande albergo termale, oppure un piacevole angolo di una residenza confortevole. Forse la fotografia ci mostra un angolo di un’ampia sala di un museo d’arte. D’arte… dell’arte detta moderna, precisiamo. Infatti quella grande massa, dai contorni indefiniti, sulla quale si trovano due figure di cui si scorge soltanto la sagoma, ricorda molto opere consimili, delle quali tali musei sono largamente provvisti.
La seconda fotografia sembra meno difficile da interpretare. All’esterno vi è un deposito di lamiere metalliche, fili di ferro, ferri, ecc. Visti dall’interno, questi oggetti assumono forme impreviste e fantastiche. Hanno perfino qualcosa di un incubo. Quella grande anfora, che ricorda lavori eseguiti dagli indigeni, è stata evidentemente lasciata lì alla rinfusa.
Senza dubbio si tratta di qualche angolo inutilizzabile di una fabbrica o di un’officina.

La seconda fotografia sembra meno difficile da interpretare. All’esterno vi è un deposito di lamiere metalliche, fili di ferro, ferri, ecc. Visti dall’interno, questi oggetti assumono forme impreviste e fantastiche. Hanno perfino qualcosa di un incubo. Quella grande anfora, che ricorda lavori eseguiti dagli indigeni, è stata evidentemente lasciata lì alla rinfusa.
Senza dubbio si tratta di qualche angolo inutilizzabile di una fabbrica o di un’officina.

Infine, la terza immagine ci fa vedere, certamente, un sotterraneo cupo e basso, con il soffitto sostenuto da una struttura lignea sommariamente lavorata e dall’aspetto provvisorio. La luce e l’aria entrano da lucernari posti a livello del suolo. In fondo, sedie accatastate. A sinistra, sempre sul fondo, si direbbe la navata di una chiesa. In primo piano, una fontanella da collegio, un pezzo di scultura incompiuto, dalla vaga forma di fungo, e, cosa davvero sorprendente, un cero pasquale.
È così che la sensibilità artistica dell’autore — e, naturalmente, anche quella di numerosi lettori — «vede» queste tre fotografie.
*   *   *
Ebbene, ci sbagliamo. Sono tre battisteri di chiese costruite da artisti «moderni», da qualche parte in Europa.
Davanti ad essi rimane oppresso il cuore di molti fedeli, per i quali sono incomprensibili e inassimilabili le opere segnate da ciò che a loro appare come un insieme di esagerazioni in netta contrapposizione alle norme della vera arte.

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