Lettera del Prof. Plinio Corrêa de Oliveira al Cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, 6 dicembre 1984

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San Paolo, 6 dicembre 1984
Eminenza
Mi dispiace non avere l’onore di conoscerla personalmente. Tuttavia, vorrei chiederle qualche istante del suo prezioso tempo per affrontare il seguente argomento.
In qualità di Presidente del Consiglio Nazionale della Società Brasiliana per la Difesa della Tradizione, Famiglia e Proprietà (TFP), ho letto attentamente la Sua preziosa “Istruzione su alcuni aspetti della Teologia della Liberazione” e, successivamente, l’ho analizzata metodicamente davanti a circa 300 membri di questa Associazione.
Sono certo di esprimere il sentimento di tutti nel congratularmi rispettosamente con Vostra Eminenza per la pubblicazione di questo documento, che suscita in noi fondate speranze.
Infatti, da tempo osserviamo, con crescente preoccupazione, l’influenza nociva che questa teologia esercita nel nostro Paese.
Soprattutto le Comunità Ecclesiali di Base in Brasile sono permeate dallo spirito e dagli errori della «teologia della liberazione». Insieme a due membri della TFP (i fratelli Gustavo Antonio Solimeo e Luiz Sergio Solimeo) ho già scritto un libro su di esse. Mi permetto di allegare una copia di quest’opera, al fine di sottoporla al Suo elevato giudizio.
Mi permetta, Eminenza, di aggiungere anche una copia del telegramma di congratulazioni che ho avuto l’onore di inviare a Sua Santità Giovanni Paolo II. Spero che sia giunto al suo illustre destinatario.
Non so se siano giunte a sua conoscenza tutte le informazioni sui danni causati nel nostro Paese dagli errori di certe correnti della «Teologia della Liberazione», in particolare, e dei «cattolici di sinistra» in generale. Queste correnti operano da molto tempo nel senso di imporre al nostro Paese una riforma agraria che, a ragione, molti considerano una confisca di carattere socialista.
Infatti, lo Stato brasiliano possiede terreni per circa 5,1 milioni di km² che, sebbene fertili, sono inutilizzati. L’eccesso di popolazione di alcune grandi città sovraffollate e di alcune regioni deve, naturalmente, essere trasferito verso questi terreni fertili, adatti alla coltivazione e al pascolo.
Tuttavia, le correnti progressiste, all’interno delle quali la «Teologia della Liberazione» si sta diffondendo sempre più, insistono sulla suddivisione delle grandi e medie proprietà rurali, che sono già coltivate e popolate.
L’espropriazione avverrebbe tramite un’espropriazione coatta al valore minimo per i proprietari. Questo è, certamente, un modo per introdurre nell’«ager» brasiliano una società senza classi.
La «sinistra cattolica» ignora sistematicamente l’esistenza di queste immense terre incolte che appartengono allo Stato.
L’economista Carlos del Campo ed io abbiamo dimostrato e spiegato questi fatti nel nostro libro «Sono cattolico – posso essere contrario alla riforma agraria?», di cui mi permetto di allegare una copia.
Nonostante tutto ciò, un certo numero di vescovi, sacerdoti e religiosi fomenta incessantemente l’agitazione e i disordini a favore della riforma agraria. Questi si stanno lentamente trasformando in una vera e propria guerriglia, che si diffonde sempre più e minaccia l’intero Paese. Naturalmente, a esclusivo vantaggio del comunismo internazionale.
A questo proposito, vorrei anche inviarLe una copia della rivista «Catolicismo» (n. 402 – giugno 1984), organo mensile della TFP. In essa Vostra Eminenza troverà un reportage documentario sulle occupazioni di proprietà rurali e su tutte le altre forme di aggressione perpetrate da persone permeate dalla dottrina della «Teologia della Liberazione».
«Catolicismo» ha appena portato alla luce, in una nuova edizione (nn. 406-407, ottobre-novembre 1984), ulteriori casi di agitazioni e disordini. Vorrei solo osservare che le precedenti informazioni riportate da «Catolicismo» sono rimaste finora incontestate. Sono documentate e talmente evidenti che semplicemente non c’è modo di confutarle. Sono certo che lo stesso accadrà con la nuova edizione di «Catolicismo». Mi permetto di inviare, insieme alla presente, una copia della stessa.
Mi perdoni se approfitto di questa occasione — dopotutto, questa lettera dovrebbe essere esclusivamente un messaggio di congratulazioni — per sottoporre alla Sua alta attenzione tanti fatti e pubblicazioni. Al naufrago, tuttavia, sia permesso di invocare la corda salvifica, anche se ciò non avviene nel modo e nel momento previsti dalle norme della convivenza sociale.
Ebbene, Eminenza, il Brasile si trova in pericolo di naufragio. Si tratta del Paese con la più grande popolazione cattolica del mondo, che sta affondando. Non perché il popolo sia cattivo, ma perché l’immensa influenza della Chiesa cattolica, sotto l’influenza della «Teologia della Liberazione», lo trascina verso una rivoluzione sociale di ispirazione «marxista-cattolica».
Con tutto il rispetto, chiedo il permesso di baciare la Sua sacra porpora e di sollecitare le Sue preghiere e la Sua misericordiosa benedizione.
Con la dovuta considerazione
in Gesù e Maria
Plinio Corrêa de Oliveira
Presidente del Consiglio Nazionale

 

Allegati:

  1. Le CEB… di cui si parla molto, ma che si conoscono poco – La TFP le descrive così come sono.
  2. Sono cattolico – posso essere contrario alla Riforma Agraria?
  3. «Catolicismo» n. 402 – giugno 1984.
  4. «Catolicismo» n. 406-407 – ottobre-novembre 1984.

 

Via Maranhão, 341
01240 San Paolo
Brasile

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