Lettera del Prof. Plinio Corrêa de Oliveira a Sua Eminenza il Cardinale Celso Costantini (19-10-1955), pubblicata dalla rivista “Fede e Arte” (Vaticano)

Rivista internazionale di arte sacra FEDE E ARTE della Pontificia Commissione Centrale, Città del Vaticano, Anno III, Dicembre 1955, Numero XII, pag. 373-374

 

Cardinale Celso Costantini (1876-1958) con il Papa Pio XII

 

São Paulo, 19 ottobre 1955

 

Le circostanze in cui mi trovo mi consentono di valutare, in modo abbastanza preciso, l’importanza e l’attualità, in ambiti molto ampi, dell’argomento di cui Vostra Eminenza si è occupata [“Signore, ho amato il decoro della tua Casa” – La Chiesa protegge la vera arte contro la nuova eresia iconografica].
San Paolo è una città fortemente cosmopolita, che conta circa tre milioni di abitanti. La gente, che sia più o meno benestante, viaggia costantemente in Europa o negli Stati Uniti. Gli intellettuali frequentano spesso corsi nelle università europee. Le università (ne abbiamo tre: una profana, una cattolica e un’altra di influenza protestante) contano molti professori stranieri. L’intenso commercio di libri, riviste e oggetti d’arte mette San Paolo in contatto con i centri di produzione culturale più moderni. A ciò si aggiunge il fatto che questo carattere cosmopolita è accentuato dal turismo straniero e dal flusso migratorio, entrambi in costante crescita. È così che i venti che soffiano da ogni angolo d’Europa e del Nord America si incontrano qui. D’altra parte, San Paolo è il centro industriale più sviluppato del Brasile e dell’America Latina e questo ci mette anche in contatto con questa parte del continente.
In tutte le attività che si sono susseguite nella mia vita, come deputato alla Camera Federale, come professore universitario, come presidente della «Junta Arquidiocesana da Ação Católica» di San Paolo, come giornalista, ho avuto l’occasione di entrare in contatto con gli ambienti più diversi.
Trovandomi in una posizione così favorevole per osservare, ritengo mio dovere di cattolico, di brasiliano e anche semplicemente di uomo civile, rendere omaggio a Vostra Eminenza con la mia ammirazione e la mia gratitudine per l’articolo che ha pubblicato.
In materia d’arte, non sono che un osservatore che occupa un posto anonimo tra il grande pubblico, ma mi sento nel diritto e nel dovere – che del resto è quello di ogni persona civile – di applaudire la vera arte e di rifiutare qualsiasi sostegno all’impostura, alla stravaganza e al brutto. In quanto brasiliano e cattolico, mi sono preoccupato di fronte a questa cosiddetta arte moderna, considerando le tendenze morali e ideologiche sospette di cui essa è il frutto e, al tempo stesso, il mezzo di trasmissione, e che una propaganda potente, abile e universale cerca di far trionfare. Bisogna non conoscere né la storia né la vita per ignorare che movimenti di idee e sistemi artistici, come questo, possono dominare una società nelle profondità stesse della sua anima e farne scaturire effetti mortali sui piani più vari: religioso, civile, familiare. E, se non incontrano resistenza, possono sviare dalla retta via un’intera civiltà.
Ebbene, proprio ciò che mi preoccupava di più era la mancanza di reazione, la debolezza, a volte persino la complicità, di fronte a questa «arte», da parte di certi ambienti chiaramente chiamati a difendere la cristianità e il mondo dalla sua influenza. I magnifici insegnamenti che l’attuale Pontefice ci ha impartito in materia d’arte, con magistrale profondità di spirito, costituiscono un appello paterno, eloquente e pieno di tenerezza affinché coloro che si sono smarriti tornino sulla retta via. La guida così saggia e prudente del Sant’Uffizio [del 30 giugno 1952] ha sintetizzato in massime salde e utili gli alti pensieri enunciati dall’amato Vicario di Gesù Cristo. Ma documenti come questi – molto meno diffusi di quanto si potrebbe desiderare – acquisiscono la loro piena efficacia e producono la totale mobilitazione degli sforzi delle anime rette solo quando sono ampiamente studiati e commentati. Ci serviva, Eminenza, un commento di grande portata. Vostra Eminenza ha voluto offrirlo al mondo cattolico nel Suo articolo lungimirante, in cui nulla manca: un’elevata visione dottrinale, un senso artistico molto delicato, una perspicacia politica penetrante, un senso psicologico sottile, un ardente amore per l’arte, una viva preoccupazione di chiarire e orientare senza tuttavia screditare coloro di cui Vostra Eminenza indica gli errori. Grazie all’alto prestigio dell’autorità di Vostra Eminenza, questo articolo è destinato a fare un bene immenso.
Poiché la propaganda velata ma molto autentica proveniente da Mosca e da altre forze occulte ha ampiamente diffuso l’eresia manichea nel mio Paese, mi sono permesso di tradurre in portoghese ampi estratti dell’articolo di Vostra Eminenza e di pubblicarli nella rivista mensile di cultura «Catolicismo», molto diffusa tra noi.
Ancora una volta mi inchino per baciare la Sacra Porpora e colgo l’occasione per porgere a Vostra Eminenza i miei omaggi rispettosi e l’espressione della più profonda venerazione.
Plinio Corrêa de Oliveira

 

Nota: La lettera è stata pubblicata in francese. Solo oggi (24 settembre 2026) ne siamo venuti a conoscenza grazie alla segnalazione di uno dei collaboratori del nostro sito www.pliniocorreadeoliveira.info.

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